La stangata

Per gli appassionati di cinema che indulgono nel fascino dei capolavori dell’epoca d’oro di Hollywood, “La stangata” (The Sting) è un film che merita un posto d’onore nella loro collezione visiva. Diretto dal maestro George Roy Hill nel 1973, questo film è un’incantevole immersione nel genere della commedia-drammatica con un pizzico di crime movie, ambientato nella nostalgica era della Grande Depressione negli anni Trenta.

“La stangata” si avvale delle straordinarie performance di due icone cinematografiche, Paul Newman e Robert Redford, che ricreano la magia del loro precedente collaborazione in “Butch Cassidy”. Nel film, interpretano rispettivamente Henry Gondorff e Johnny Hooker, due truffatori di professione che uniscono le loro abilità per vendicare la morte di un amico comune, vittima di un potente boss mafioso, Doyle Lonnegan, interpretato con brusca autorevolezza da Robert Shaw.

La pellicola è un intricato gioco di specchi, un’opera dove truffe e inganni si susseguono con una precisione quasi coreografica, tenendo gli spettatori incollati allo schermo con il suo intreccio di suspense e colpi di scena. Il film è divenuto celebre per la sua colonna sonora che riprende lo stile ragtime di Scott Joplin, con il brano “The Entertainer” che si è impresso nell’immaginario collettivo quasi a rappresentare l’essenza stessa della storia.

Vincitore di sette premi Oscar, tra cui Miglior Film, Migliore Regia e Migliore Sceneggiatura Originale, “La stangata” è un autentico gioiello che ha saputo attraversare i decenni, conservando immutato il suo fascino e la sua capacità di divertire, emozionare e sorprendere gli spettatori. Per chi ama i plot twist e la raffinatezza delle grandi strategie di gioco, questo film è un must-see che non smette mai di essere attuale.

La stangata: quali sono i personaggi

“La stangata” è un film che brilla per l’eccezionale alchimia tra il suo cast stellare e la maestria con cui essi portano in vita i personaggi. Paul Newman incarna Henry Gondorff, un truffatore di vecchia scuola, il cui carisma e astuzia sono fondamentali per l’elaborazione dell’inganno centrale del film. Newman, con la sua presenza scenica e il suo talento indiscusso, conferisce a Gondorff una dimensione di affabilità e di sofisticata saggezza criminale. Accanto a lui, Robert Redford è Johnny Hooker, il giovane e affascinante grifter, il cui desiderio di vendetta si trasforma in un’opportunità di apprendistato sotto la guida di Gondorff. Redford, con il suo aspetto da eterno ragazzo e la sua performance intensa, cattura l’essenza di un animo avventuriero, rendendo il suo personaggio immediatamente simpatico e relatabile.

La controparte malvagia è incarnata da Robert Shaw nei panni di Doyle Lonnegan, il boss mafioso irlandese con un’indole di ferro e una sfida aperta al sorriso di chiunque oserà prenderlo in giro. Shaw ritrae Lonnegan con una minacciosa compostezza che funge da perfetto contrasto alla leggerezza dei due protagonisti, aggiungendo tensione e gravità al film.

Ogni membro del cast supportivo, incluso Eileen Brennan nel ruolo dell’affascinante Billie e Charles Durning come un irritabile tenente di polizia, contribuisce alla ricchezza del tessuto narrativo, rendendo “La stangata” un’opera corale dove ogni personaggio, piccolo o grande, è un tassello indispensabile nel dipinto di un’epoca e nella riuscita di una delle più grandi truffe della storia del cinema.

Riassunto della trama

Ambientato nell’affascinante e turbolenta epoca della Grande Depressione, “La stangata” è un film che intreccia abilmente il genere della commedia drammatica con quello del crime movie, consegnando agli appassionati di cinema un’opera indimenticabile. Il film segue le vicende di Johnny Hooker (Robert Redford), un giovane e ingegnoso truffatore che, dopo l’assassinio del suo mentore e amico Luther, si unisce a Henry Gondorff (Paul Newman), un esperto ma ormai ritirato artista della truffa. Insieme, decidono di organizzare una stangata colossale ai danni del temibile boss mafioso Doyle Lonnegan (Robert Shaw), l’uomo responsabile della morte di Luther. Per far cadere Lonnegan nella loro trappola, escogitano un complicato schema che si avvale di una falsa sala scommesse, di trucchi ingegnosi e di una serie di impersonazioni che devono essere eseguite alla perfezione. Il film è un intricato balletto di inganni dove ogni personaggio gioca un ruolo fondamentale nel tessere la tela di quello che aspira ad essere il raggiro perfetto. La tensione cresce fino a un’apice imprevedibile, con colpi di scena che mettono a dura prova i nervi degli spettatori e un climax di rara soddisfazione narrativa. “La stangata” non è solo un’esaltazione dell’astuzia umana contro la corruzione, ma anche un omaggio alle dinamiche dell’amicizia e della lealtà in un mondo dove la fiducia è la merce più rara e preziosa.

Forse non sapevi che

“La stangata”, capolavoro del 1973 diretto da George Roy Hill, è un film che ha saputo catturare il cuore degli appassionati di cinema per la sua trama ingegnosa e la sua produzione impeccabile, diventando un classico intramontabile. La pellicola, che ha riscosso un enorme successo di critica e pubblico, ha vinto sette premi Oscar, tra cui quello per il Miglior Film. Una curiosità che affascina i cinefili è che il film s’ispira a veri truffatori dell’epoca, come il noto Fred e Charley Gondorff, i cui stratagemmi hanno alimentato la trama del film. La chimica sul set tra Paul Newman e Robert Redford era talmente palpabile che ha ripetuto l’alchimia già vista nel loro precedente film “Butch Cassidy”, anche questo sotto la guida di Hill. La storica colonna sonora del film, che ha contribuito a rilanciare l’interesse per la musica ragtime, include il famoso pezzo “The Entertainer” di Scott Joplin, arrangiato per il film da Marvin Hamlisch. Il film, ambientato negli anni ’30, ha prestato grande attenzione ai dettagli storici, dai costumi alla scenografia, per immergere lo spettatore nell’atmosfera dell’epoca. Sorprendentemente, molte delle tecniche di truffa presentate nel film sono state accuratamente ricreate dai consulenti tecnici per essere autentiche a quel periodo storico, pur mantenendo un senso di freschezza e modernità nella narrazione che continua a intrattenere il pubblico di ogni generazione.